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Progetto PEQ

La qualità nei servizi educativi per la prima infanzia: PEQ l’esperienza di Assonidi

PEQ, percorsi educativi di qualità, è un progetto di supervisione alle strutture associate che si svolge direttamente nei nidi per garantire standard qualitativi più elevati, un percorso che coniughi controllo e promozione della qualità per una offerta sempre migliore

 

Il tema della qualità dei servizi per la prima infanzia e, più in particolare, dei requisiti che qualificano i servizi educativi di buona qualità e la loro valutazione, è sempre stato al centro del dibattito pedagogico. Un tema rispetto al cui esiste una letteratura vasta e diversificata. La definizione della qualità è un processo di per sé importante in quanto offre l’opportunità di mettere in comune, di analizzare e comprendere meglio i valori, le idee, le conoscenze e le esperienze. Il processo di costruzione della qualità dovrebbe essere caratterizzato da una partecipazione che coinvolge i bambini, i genitori, le famiglie e il personale dei servizi perché la definizione della qualità è un processo dinamico e continuo.

La scelta di Assonidi e del suo team formativo è stata quella di coinvolgere in prima persona le coordinatrici e le educatrici dei servizi, di utilizzare un approccio che valorizzasse l’autovalutazione, consapevoli del valore di potenziamento delle risorse del personale coinvolto.

I PUNTI DI PARTENZA

  • normativa UNI 11034,
  • scale di valutazione del nido, in particolare SVANI ed ASEI,
  • documento “40 obiettivi di qualità per i servizi per l’infanzia” a cura della rete per l’infanzia della Comunità Europea.

I 40 obiettivi riguardano la valutazione dei servizi e la necessità di una verifica periodica, la partecipazione dei genitori e la necessità di centrare la valutazione sull’esperienza dei bambini. Sono assunti come indicatori di qualità oltre a quelli relativi al personale, alla sua formazione e al clima relazionale, quelli attinenti all’ambiente fisico, dei materiali, degli arredi, delle attività educative, della vita che il nido può offrire come luogo in cui i bambini trascorrono molto tempo in una fase delicata ed  importante per lo sviluppo intellettuale, cognitivo ed affettivo.

La scelta di affiancare il personale direttamente sul campo nasce anche dalla consapevolezza della complessità relazionale ed organizzativa del lavoro nei servizi per la prima infanzia e dalla convinzione che solo riflettendo costantemente sul proprio agire educativo nella quotidianità si attivano apprendimenti e cambiamenti.

L’approccio utilizzato è stato quello del “formatore pratico” che affianca il personale educativo nell’affrontare i problemi e le situazioni abituali e mette a disposizione la propria competenza per rileggere, valorizzare le pratiche quotidiane e i pensieri che le guidano. L’azione formativa è rivolta ad introdurre interrogativi e domande nel modo consolidato di lavorare portando a guardare criticamente alla pratica professionale in atto (A. Infantino).

Lo strumento PEQ, in fase di sperimentazione, agisce su differenti aree di valutazione:

  • Il servizio
  • La progettazione educativa
  • Spazi e arredi
  • Ambiente e benessere
  • Relazione con la famiglia
  • Il personale educativo

Per ogni area sono stati individuati degli indicatori descrittivi, osservabili e valutabili con un punteggio da 1 a 4. Viene anche dato uno spazio per i commenti e le osservazioni aggiuntive utili ai fini di una comprensione maggiore della situazione.

Indicativamente al punteggio 1 corrisponde una dichiarazione di intenti che non si traduce in azioni concrete, al 2  corrispondono indicatori in cui alle dichiarazioni di intenti seguono azioni  in cui prevale l’aspetto formale,  nel punteggio 3 sono individuati indicatori che facciano comprendere come le azioni siano guidate da intenzionalità pedagogica del servizio nel suo complesso, al 4 corrispondono items in cui  alla consapevolezza pedagogica corrispondono azioni costanti di riflessione e di miglioramento delle pratiche da parte del gruppo delle  educatrici. I diversi indicatori esprimono quindi un possibile percorso di crescita della qualità dei servizi erogati.

E’ prevista la compilazione delle schede di valutazione da parte di più soggetti: un’autovalutazione da parte del personale che opera nel nido, coordinatore ed educatrici e una eterovalutazione da parte dei supervisori valutatori esterni.

L’obiettivo è quello di consentire una fotografia approfondita e articolata del servizio, di dare spazio alle rappresentazioni e alle considerazioni di chi lavora quotidianamente nel servizio, ma contemporaneamente  di avere altri sguardi, di allargare il proprio orizzonte e di favorire un atteggiamento di corresponsabilità in modo da consentire l’individuazione delle aree di forza, di criticità, ma soprattutto di condividere le possibili azioni di miglioramento della qualità del servizio offerto ai bambini e alle famiglie.

Oltre agli incontri con le educatrici e le coordinatrici, i formatori effettuano momenti di osservazione direttamente nei nidi durante i vari momenti della giornata.